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ADEGUAMENTO SISMICO e DETRAZIONE FISCALE DEL 65%

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ADEGUAMENTO SISMICO e DETRAZIONE FISCALE DEL 65%

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Adeguamento antisismico degli edifici e detrazione fiscale del 65%, facciamo il punto della situazione sugli immobili e la normativa antisismica vigente

In questi giorni il discorso dell’adeguamento antisismico e della sicurezza dei fabbricati si fa sempre più pressante. In questo articolo analizziamo cosa prevedono attualmente le norme per chi vuole adeguare sismicamente e mettere in sicurezza la propria abitazione.

Inoltre proviamo a fare il punto della situazione sugli immobili in Italia e sulla normativa antisismica vigente.

Adeguamento antisismico degli edifici e la legge di stabilità

Con la legge di stabilità 2016 (l. 208/2015) è stata prorogata fino al 31 dicembre 2016 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici.

Va segnalato che, ad oggi, salvo proroghe, valgono le seguenti condizioni:

  • fino al 31 dicembre 2016 è prevista la detrazione per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive
  • la detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016
  • l’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro
  • dal primo gennaio 2017, salvo proroghe, il beneficio sarà del 36%, cioè quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia
  • la detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo
  • le spese sostenute prima del 6 giugno 2013 fruivano della detrazione del 55%
  • è applicata una ritenuta d’acconto pari all’8% sui bonifici da parte delle banche

Adeguamento antisismico degli edifici: la normativa antisismica

In Italia la normativa antisismica ha subito negli anni una forte evoluzione, dal 1974 al 2008:

  • legge n. 64 del 2 febbraio 1974 (la prima normativa sismica nazionale)
  • il dm 12 febbraio 1982
  • il dm 16 Gennaio 1996
  • l’ Opcm 3274 del 20 marzo 2003
  • il dm 14 settembre 2005
  •  il dm 14 gennaio 2008 –  NTC 2008 (normativa tuttora vigente)

Ad oggi siamo in attesa dell’emanazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni.

Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e sulle elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.

A tal fine è stata pubblicata l’OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003.

Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Dlgs n. 112 del 1998 e Dpr n. 380 del 2001), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle 4 zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale:

  • Zona 1: la zona più pericolosa ove possono verificarsi fortissimi terremoti
  • Zona 2: in questa zona possono verificarsi forti terremoti
  • Zona 3: in questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari
  • Zona 4: la zona meno pericolosa ove i terremoti sono rari

Di fatto, sparisce il territorio “non classificato” e viene introdotta la zona 4, nella quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. A ciascuna zona, inoltre, viene attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione, espresso in termini di accelerazione massima su roccia:

  • zona 1 = 0.35 g
  • zona 2 = 0.25 g
  • zona 3 = 0.15 g
  • zona 4 = 0.05 g

Per riconoscere le zone si può far riferimento alla seguente mappa, con la classificazione sismica aggiornata al 2015 dal dipartimento della protezione civile.

classificazione sismica

Di seguito proponiamo il file Pdf in cui vengono indicate le zone sismiche di tutti gli 8047 Comuni italiani.

Adeguamento antisismico degli edifici: come funziona la detrazione

Poiché nel testo di legge non sono indicate esplicitamente delle particolari modalità per poter usufruire dell’agevolazione, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto opportuno precisare che per esse debbano intendersi quelle normalmente richieste per la detrazione 50%, ossia quelle valide per le ristrutturazioni edilizie.

Per sfruttare lo sconto fiscale garantito dalla detrazione 65%, gli interventi di adeguamento sismico devono essere pagati tramite un cosiddetto bonifico bancario “parlante” , in quanto per la sua compilazione devono essere indicati una serie di dati specifici, quali:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento

Adeguamento antisismico degli edifici: la situazione degli immobili in Italia

In Italia (dati del censimento Istat della popolazione e delle abitazioni 2011) ci sono 31.208.161 abitazioni di cui 12.187.698 edifici adibiti ad uso residenziale.

Per quanto riguarda l’età delle nostre abitazioni, la situazione è la seguente:

  • il 53,7% sono state costruite prima del 1970 (circa 16,5 milioni di unità, hanno più di 40 anni)
  • il 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990)
  • il 7,4% nel periodo 1991-2000
  • il 7,9% tra il 2001 e il 2011

Di queste circa il 70% è stato edificato prima del 1974 (anno della prima normativa antisismica) e circa il 10% rispetta le normative antisismiche più recenti ( DM 16 Gennaio 1996, OPCM 3274 del 20/03/2003, NTC 2008 – ai sensi del DM 14/1/2008‎).

Clicca qui per scaricare il file Pdf con la classificazione sismica relativa a tutti i Comuni italiani

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Fonte: BibLus-net, lavoripubblici.it

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